Ticino Film Commission
12.11.2022 . Produzioni

Concluse le riprese del nuovo film di Fulvio Bernasconi “Il vicino tranquilllo”

Le riprese del docu-film prodotto da SRG/RSI Storie, terminate a fine ottobre, si sono svolte per 10 giorni a Lugano.

Dal 18 al 29 ottobre si sono svolte a Lugano le riprese del docu-film "Il vicino tranquillo", una produzione SRG/RSI Storie con la regia del ticinese Fulvio Bernasconi e il sostegno della Ticino Film Commission.

 

"Il vicino tranquillo" si ispira a una storia vera, quella della vita di Günther Tschanun, architetto svizzero che, in qualità di capo della polizia edilizia di Zurigo, uccise quattro suoi collaboratori nel 1986 e fu ritrovato morto a Locarno sulla riva del fiume nel 2015. Il Ticino è infatti un luogo chiave nella narrazione della storia raccontata da Bernasconi.

 

Le riprese del film sono state supervisionate da Central Productions Lugano e si sono svolte in una vecchia casa disabitata in via Borromini a Lugano e alla Foce della Magliasina a Caslano. Dieci giorni di tournage che hanno coinvolto una troupe composta principalmente da professionisti ticinesi, oltre a diverse comparse della regione. La fotografia è stata curata dal polacco Bogumil Godfrejow e il film sarà montato da Bettina Tognola.

 

Nel ruolo di protagonista troviamo l'attore italiano Giuseppe Cederna. A completare il cast Sandra Ceccarelli, Paola Buratto, Orietta Notari, Anna Pieri Zuercher, Sergio Romano, Lana Vlady, Michele Venitucci, Dajana Roncione e Filippo Arlenghi.

 

 

Sinossi

Febbraio 2015 – Locarno. C’è un uomo morto in riva al fiume. Poco prima, stava pedalando sull’ argine, e, quando ha incrociato dei calciatori che correvano, si è fiondato su di loro. È caduto e ha battuto la testa. Quell’uomo è Claudio Trentinaglia, il vicino tranquillo che curava per hobby il giardino di Marco, un giornalista in pensione. Sei anni più tardi, Marco scopre dalla stampa che il vero nome del suo vicino era Günther Tschanun. Era un architetto che nel 1986 uccise a sangue freddo quattro persone. È uno dei crimini più tragici e violenti della Svizzera moderna. Sconvolto dalla notizia che gli rende impossibile continuare a vivere nella sua casetta, l’ex giornalista si sente spinto a scoprire chi era veramente il suo vicino e cosa l’ha portato ad uccidere. Attraverso un’insolita inchiesta, Marco risveglia i fantasmi che si nascondono nella sua casa o, forse, nella sua mente.

 

 

Leggi anche l’articolo de LaRegione con un intervista al regista Fulvio Bernasconi: Un brutale assassino mi ha curato le rose.

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