Ticino Film Commission
06.02.2026 . Comunicato stampa

Ticino Film Commission, AFAT e GRSI dicono no all'iniziativa "200 franchi bastano!"

Indebolire la SSR significa anche indebolire il cinema in Svizzera

Fra gli effetti dell’iniziativa popolare “200 franchi bastano” sulla quale il popolo svizzero si esprimerà alle urne il prossimo 8 marzo, c’è anche quello di colpire il settore cinematografico e audiovisivo elvetico che ha nella SSR un partner essenziale. La Ticino Film Commission e le associazioni di categoria GRSI (Gruppo registi e sceneggiatori indipendenti della Svizzera italiana) e AFAT (Associazione Film Audiovisivi Ticino) dicono no a tale iniziativa.

 

La SSR sostiene il cinema e le serie tv svizzere come parte del suo mandato di promozione della cultura elvetica. Il sostegno finanziario fornito attraverso il Pacte de l’Audiovisuel – l’accordo che definisce le condizioni quadro per le coproduzioni della SSR con produttori e produttrici svizzeri indipendenti – è fondamentale per il settore audiovisivo nazionale. Se l’iniziativa che mira alla drastica riduzione del canone radiotelevisivo fosse accettata, anche questo supporto vitale fornito dalla SSR – e nella Svizzera italiana dalla RSI – verrebbe pesantemente messo a rischio e con esso l’intero settore.

 

Quella del cinema e della creazione audiovisiva è una voce importante, soprattutto per un Paese piccolo come il nostro. Contribuisce attivamente a promuoverne l’immagine e a dar voce a tutte le sue componenti identitarie in un contesto internazionale dove è sempre più difficile essere rappresentati, presenti e visibili. «È importante poter continuare a esprimere in modo libero la nostra identità, il nostro territorio, le nostre storie – sottolinea Erik Bernasconi, presidente di GRSI – Con un servizio pubblico più debole, questa libertà è messa in pericolo.»

 

In gioco non ci sono però solo valori culturali e di libera espressione.  «Gli investimenti nel settore cinematografico e audiovisivo creano lavoro e portano a importanti ricadute a livello di indotto, soprattutto in regioni periferiche come la nostra. – osserva il presidente della Ticino Film Commission Claudio Franscella – Le riprese di un film o di una serie tv, oltre a dare impiego ad attori, registi, tecnici, sceneggiatori, si traducono anche in notti di albergo, pasti, utilizzo di servizi, promozione del territorio.»

 

«La cinematografia della Svizzera italiana, nonostante mezzi ridotti e un mercato molto esiguo riesce a farsi notare non solo a livello elvetico grazie a produzioni selezionate nei grandi festival internazionali e il Pacte de l’Audiovisuel gioca un ruolo fondamentale nella loro realizzazione – aggiungono Adriano Kestenholz e Nicola Bernasconi, presidente e vicepresidente di AFAT – Indebolire la SSR vuole anche dire indebolire fortemente questo margine di visibilità della nostra regione fuori dai confini del nostro Paese.»

 

Respingere l’iniziativa “200 franchi bastano” significa salvaguardare posti di lavoro anche nell’ambito della creazione audiovisiva e non privare la Svizzera di competitività in un settore già sottoposto a una forte concorrenza a livello europeo.

 

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