Va a Villi Herman il Premio d'onore del cinema svizzero 2026. Lo ha comunicato l'Ufficio federale della cultura, sottolineando come in 50 anni di carriera il regista, sceneggiatore e produttore ticinese abbia profondamente segnato il cinema elvetico,
Nell'attribuzione del premio la giuria elogia l'opera di un grande cineasta, riporta l'agenzia Ats. Hermann, nato a Lucerna nel 1941 da padre svizzerotedesco e madre ticinese, viene ricompensato per la sua forza nel "rigenerare il cinema svizzero in lingua italiana, contribuendo a delinearne l'identità", si legge nella nota dell'UFC.
Formatosi dapprima alla Scuola di Belle Arti di Lucerna, poi in Germania e a Parigi, orientandosi inizialmente verso la pittura, Hermann ha successivamente frequentato la London Film School in Inghilterra.
Molto sensibile alle questioni sociali, inizia la sua carriera negli anni '70 con pellicole al crocevia fra documentario e film di finzione. Crea sempre opere che si occupano della realtà che lo circonda: dai frontalieri agli operai, passando dagli artisti. A partire dal 1976 Hermann lavora con il Filmkollektiv di Zurigo con il quale (co)produce diversi suoi film.
Il suo primo lungometraggio "San Gottardo" (1977), girato durante la costruzione della galleria autostradale e presentato al Festival di Cannes, si aggiudica il Pardo d'argento al Locarno Film Festival.
Negli anni '80 Hermann porta i suoi film alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e alla Berlinale. Fra le sue pellicole più note si citano "Matlosa" (1981), "Innocenza" (1986) e "Bankomatt" (1989).
Negli anni Settanta i suoi genitori si trasferiscono in Malcantone. Nel 1981, l'oggi 84enne cineasta fonda la casa di produzione Imagofilm Lugano che, inizialmente volta a produrre unicamente sue pellicole, in seguito si distinguerà dagli anni 2000 per il sostegno alle produzioni cinematografiche di registi ticinesi emergenti, fra cui Erik Bernasconi e Niccolò Castelli, direttore artistico delle Giornate di Soletta. Villi Hermann contribuisce così "in maniera determinante alla nascita di una 'nuova onda' del cinema ticinese", precisa la nota.
Fra i suoi lavori più recenti c'è il documentario "Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca" (2024), un ritratto del pittore-scultore svizzero, originario della Val di Blenio.
La cerimonia di consegna del Premio del cinema svizzero si terrà venerdì 27 marzo 2026 al Kongresshaus Zürich. L’omaggio alla settima arte nazionale è realizzato dall’Ufficio federale della cultura (UFC) insieme ai partner SRG SSR e Associazione «Quartz» Genève Zürich. Collaborano all’organizzazione Swiss Films, l’Accademia del Cinema Svizzero e le Giornate di Soletta.
